La settimana in Parlamento (10 luglio 2026)
LA SETTIMANA IN PARLAMENTO
5xMille
Questa settimana, nel Question Time in Commissione Bilancio, ho interrogato il Governo sul 5×1000, ottenendo finalmente un dato ufficiale: le scelte dei contribuenti per l’anno 2025 ammontano a 633,6 milioni di euro. Un’informazione che riguarda milioni di cittadini e migliaia di enti del Terzo settore e che deve essere sempre resa pubblica con la massima trasparenza. Il Governo si è impegnato a superare il tetto di spesa nella prossima legge di bilancio: vigileremo perché ogni euro scelto dai contribuenti arrivi davvero agli enti beneficiari.
Trasporti
Siamo tornati a denunciare il caos che sta colpendo il trasporto ferroviario italiano. Ritardi, guasti e cancellazioni stanno mettendo in difficoltà milioni di cittadini, mentre i lavori sul nodo di Firenze stanno aggravando ulteriormente la situazione. Il governo continua a occuparsi delle nomine ai vertici delle Ferrovie invece di garantire un servizio efficiente. Chi prende il treno ogni giorno per lavoro, studio o salute merita rispetto, investimenti e risposte concrete, non la propaganda della destra e l’incapacità del peggior ministro delle trasporti che l’Italia abbia mai avuto.
Università
Questa settimana in Aula abbiamo esaminato la riforma del reclutamento universitario voluta dal Governo. Come Partito Democratico abbiamo provato ad aprire un confronto serio e costruttivo, ma ogni disponibilità al dialogo è stata disattesa. Il testo approvato indebolisce l’università pubblica, aumenta la precarietà dei ricercatori e rischia di riportare il sistema a logiche localistiche, senza affrontare il vero problema: investire in ricerca, innovazione e giovani. L’Italia ha bisogno di un’università più forte e attrattiva, non di una riforma che la rende più fragile e meno competitiva.
Fine vita
Ho partecipato all’incontro sul fine vita insieme al senatore Franco Mirabelli, che con grande coraggio ha portato la sua testimonianza diretta. Le sue parole, preziosissime e potenti, ci ricordano quanto sia urgente dare risposte a chi vive situazioni di sofferenza estrema. Come Partito Democratico respingiamo la circolare dell’assessore Bertolaso che introduce un’interpretazione restrittiva delle sentenze della Corte costituzionale e rischia di aggiungere nuovi ostacoli burocratici. La destra continua a rinviare una legge nazionale e anche in Lombardia continuano ad ostacolare la libera scelta e ad ignorare le sentenze della Corte Costituzionale. Le persone devono poter scegliere, con dignità, nel pieno rispetto dei loro diritti.
IN LOMBARDIA
Emergenza clima
Questa settimana il Partito Democratico ha aderito al presidio delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi all’infanzia, che hanno chiesto interventi urgenti contro il caldo estremo nelle scuole e nei centri estivi. In Consiglio regionale, però, la destra ha bocciato la nostra mozione che proponeva di estendere le tutele ai settori ancora esclusi, come logistica, rider, turismo e spettacolo, e di attivare misure strutturali per proteggere lavoratori e cittadini più fragili. Il cambiamento climatico è una realtà: servono responsabilità e azioni concrete, mentre la destra continua ad ignorare il problema. E a pagarne il prezzo sono lavoratrici e lavoratori.
Legge 194
La destra continua a colpire i diritti delle donne. Abbiamo presentato i dati sull’applicazione della legge 194 in Lombardia, che confermano forti disuguaglianze nell’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza. Oggi il diritto previsto dalla legge cambia a seconda della provincia in cui si vive, della presenza di medici obiettori e della disponibilità dell’IVG farmacologica. È una situazione inaccettabile che continuo a peggiorare. La nostra lotta non si ferma qui. Continueremo a chiedere alla Regione di rafforzare il ruolo dei consultori, garantire un accesso uniforme ai servizi su tutto il territorio e istituire un osservatorio regionale con dati pubblici e trasparenti. I diritti devono essere uguali per tutte le donne.
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