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Legge di bilancio: un aggiornamento sullo stato dei lavori

Con il maxi-emendamento che di fatto riscrive la legge di bilancio, il governo smentisce se stesso e ammette davanti al Paese che la manovra che aveva presentato non reggeva. È esattamente ciò che tutte le opposizioni, a partire dal Partito Democratico, denunciavano fin dal primo giorno. Perchè dopo settimane di proclami, in Parlamento è arrivata una manovra misera, priva di visione e senza programmazione, che ora la maggioranza sta provando a modificare attraverso un rattoppo.

Si tratta di un intervento dell’ultima ora che riscrive un pezzo centrale della manovra e certifica, ancora una volta, il caos in cui si dibatte la maggioranza di Governo e, con essa, l’intero impianto della legge di bilancio. Ancora più grave è la scelta di fondo: per coprire questo maxi-rimaneggiamento, il Governo ha deciso di scaricare i costi sui pensionati italiani.

Invece di costruire un’operazione trasparente e strutturale sulle entrate e sugli investimenti, sceglie di irrigidisce ulteriormente l’accesso alla pensione anticipata. Non solo aumenta progressivamente la finestra di uscita, costringendo lavoratrici e lavoratori ad attendere fino a sei mesi dopo aver maturato tutti i contributi necessari, ma alza anche i requisiti legati all’aspettativa di vita, aggiungendo mesi di lavoro nel 2027 e nel 2028. In altre parole, si resta al lavoro più a lungo e si riceve la pensione più tardi. Un doppio colpo che pesa sulle spalle di chi ha lavorato una vita.

Nel testo restano ovviamente tutti i problemi aperti e irrisolti, dalle misure vessatorie contro i professionisti ai nuovi aggravi fiscali per famiglie e consumatori. L’altra novità è la sconfitta politica del Governo sul Ponte sullo Stretto, che viene definanziato, certificando l’irresponsabilità di una maggioranza che si dimostra incapace di programmare, pronta a tagliare solo quando è costretta a prendere atto del fallimento delle proprie scelte.

In sintesi: da parte della destra una gestione imbarazzante, fatta di propaganda, confusione e improvvisazione che il Partito Democratico continuerà a contrastare con proposte concrete. Noi continuiamo a proporre un’altra strada: investimenti veri su lavoro, imprese e transizione ecologica, misure per sostenere salari e pensioni, risorse per la sanità pubblica, per gli enti locali e per i territori. Tutto il contrario rispetto al caos della maggioranza che ci governa.

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